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Giovanni Di Muoio
diMostrare le cose a parole

pp. 100
formato 13X20
Racconti
ISBN 978-88-6004-023-7
10,00 euro

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Lo sguardo lucido dello scrittore, il tratto deciso delle sue riflessioni sembrano voler aprire un varco tra mondo dentro e mondo fuori in una dialettica mai risolta che vede protagonista l'infinita solitudine dell'uomo metropolitano

Nei racconti la possibilità infinita di esplorare il mondo, nelle parole l'ansia mai risolta di comprendere una realtà sempre più complessa, stratificata, liminare. Lo sguardo lucido dello scrittore, il tratto deciso delle sue riflessioni sembrano voler aprire un varco, un passaggio tra mondo dentro e mondo fuori in una dialettica mai risolta che vede protagonista l'infinita solitudine dell'uomo metropolitano. Sullo sfondo gli invadenti non luoghi della contemporaneità, oscure trappole entro cui si struttura la sconfinata angoscia di un esercito silenzioso di milioni di esseri umani. Le metropoli anonime di un'Italia chiusa, segnata dal grigiore del progresso, gli aeroporti, luoghi di eterna attesa, gli appartamenti perduti in periferie sconfinate sono allora gli scenari vivi in cui si muove e si articola una riflessione attenta e a tratti carica di speranza. Speranza non cercata e certamente non voluta, che ha i colori dell'amore per una donna, dell'amicizia silenziosa di una vita, della solidarietà inconsapevole verso i meno fortunati; speranza che combatte una battaglia quotidiana contro la difficoltà di vivere e che pure trae forza dai fallimenti e dal dolore. La scrittura è allora una finestra aperta sul mondo che cambia ma è anche lo strumento per rivisitare e correggere in chiave ironica la realtà, per darle sfumature delicatamente surreali. L'ottica straniata di alcuni racconti regala sprazzi di sottile umorismo che inducono, da un lato alla riflessione, dall'altro al piacere di una lettura non priva di leggerezza e garbo, che si fa sempre specchio di questo tempo confuso.

L'Autore

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Giovanni Di Muoio è nato nel 1967 a Maratea (PZ). Nel 2003 vince la Targa Versolingua al concorso nazionale Container con il brano Con tre dita puoi solo giocare a bowling per la migliore opera originale. Sempre nel 2003 pubblica un'antologia di racconti con la casa editrice Liberodiscrivere di Genova dal titolo Piccione ti voglio parlare. Nell'aprile 2004 un suo brano, Il pullman dei scemi, viene selezionato da Aldo Nove per l'antologia Meccano edita da Arpanet e distribuita dal circuito Mondadori. Nel maggio 2005 si aggiudica il primo premio del concorso internazionale Vincenzo Rispoli con il brano Manca la carta promosso dalla S.N.A.M.I. di Salerno. Attualmente vive e lavora a Roma.