Salta navigazione.

L'angolo del libraio - la libreria Fahrenheit 451 di Campo de' Fiori

a cura di Daria Filippi

Siamo nel giugno del 1989, quando a Roma, nel caratteristico scenario di piazza Campo de’ fiori, nasce la libreria Fahrenheit 451. Una novità nel panorama culturale romano: la libreria infatti apre anche la sera (fino a mezzanotte) e la domenica mattina, abitudine ancora non usuale in quegli anni.
La sua attività si è progressivamente integrata con quella della piazza e del quartiere tanto da contribuire e promuovere il cambiamento e la costruzione dell’identità dello stesso, diventando così con il passare degli anni un vero e proprio punto di riferimento per i lettori romani. La libreria ha fin dall’inizio cercato di proporsi come centro culturale e di aggregazione organizzando molte iniziative sia al suo interno (come presentazioni di libri, esposizioni, mostre fotografiche e incontri dedicati al cinema e al teatro) che fuori, nella piazza stessa (possiamo ricordare a questo proposito la manifestazione culturale “Libri in Campo”, appuntamento estivo romano di promozione culturale in campo letterario ed editoriale).
Inizialmente lo spazio espositivo destinato ai libri era esclusivamente quello della prima sala, il resto dei locali era riservato alle molteplici attività organizzate. Oggi invece, in conseguenza della crescita di questa realtà, sono aumentati gli scaffali che ospitano i libri fino a coprire l’intera esposizione.
I tre ambienti, che si susseguono per contiguità quasi sorprendendoci, sono dedicati ognuno a un settore specifico. Nella prima sala si trova la narrativa, sia classici che novità, e i libri sono suddivisi anziché per autore, come spesso ormai si tende a fare, per editore e per collana, con l’obiettivo di offrire visibilità ai singoli editori, di presentare al meglio la loro immagine e il lavoro che fanno. Un tempo però, ci spiega Catia Gabrielli, che gestisce la libreria fin dall’inizio, l’identità degli editori era più forte; oggi poche realtà editoriali mantengono una forte connotazione e rispettano fino in fondo le proprie scelte e i propri interessi. Fahrenheit 451 cerca il più possibile di dare spazio alla piccola e media editoria, proponendo case editrici e autori emergenti di qualità. Il suo maggior punto di forza, però, è forse rappresentato dalla seconda sala, riservata alla saggistica e alle arti figurative e visive. Ampio spazio è dato principalmente alla fotografia e al cinema, qui gli appassionati del genere possono trovare dei testi difficilmente reperibili: cataloghi di mostre, pubblicazioni sul teatro e la danza, ma soprattutto rarità riguardanti il cinema (un’intera sezione della seconda sala infatti è riservata proprio a questo). L’ultima sala infine ospita specialmente libri per bambini, pubblicazioni in lingua originale e ancora testi di saggistica varia.
Fahrenheit 451 è dunque una realtà indipendente che offre una valida alternativa alle grandi catene editoriali e che difende attraverso il suo lavoro l’identità del mestiere di libraio. Si respira un’atmosfera di familiarità: il rapporto con il pubblico è diretto e di fiducia, basato sullo scambio di idee e di consigli.