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"Non disturbate vostro padre, sta lavorando. Non disturbate vostro padre, è stanco".
Questo padre si chiama Charles Spencer Chaplin. Il mondo lo conosce e lo adora come Charlot. "Charlot che coi piedi piatti, i baffetti e il suo famigerato bastone ha certamente alimentato i nostri talenti, ma li anche ridotti in frantumi", racconta in questo libro la figlia Jane. E prova a capire. Torna alle radici di sè, a un'infanzia in cui si sentiva goffa e indesiderata.
Perchè quel padre-genio le sembrava così distante e inaccessibile? Perchè tanta fatica solo per rivolgergli la parola?
Non bisognava deluderlo, anche quando era lui - con le sue durezze, le sue ostinazioni, le sue pretese di formalità - a deludere e a ferire. Era un padre a cui chiedere sempre permesso, ma capace di improvvise, inspiegabili tenerezze.
Al di là dei suoi capolavori, restano, della vita di questo padre, molte tracce. Oggetti, fotografie. E le macere di una famiglia. Una moglie devota e distrutta dall'alcool. Figli disorientati, ciascuno con le proprie ferite. Viktoria in fuga dalle troppe attenzione paterne; Josephine che prova a costruire una famiglia diversa e fallisce tragicamente; Geraldine carica di insicurezze, Christopher devastato dall'anoressia; Eugene che cerca invece conforto nel cibo, fino a diventare obeso. E poi c'è Jane, che adesso racconta.
Rioprende il filo dell'unico vero incontro con suo padre.
Con un inserto di foto inedite
Traduzione di Maria Camilla Brunetti
L'Autore
Jane C. Chaplin, nata nel 1957, è la seste degli otto figli che Sir Charles Spencer Chaplin ha avuto con Oona O'Neill.
Prima di approdare all'attuale attività di produttrice cinematografica ha sperimentato diverse forme d'arte.
Vive in Colombia con i suoi due figli.
Rassegna Stampa
TATAMI - RAI 3
Jane Chaplin intervistata da Camilla Raznovich
Elena Martelli - Il Venerdì di Repubblica
La Chaplin sconosciuta che fa infuriare tutta la famiglia
Osvaldo Guerrieri - La Stampa
Jane Chaplin, sesta degli otto figli nati da Charles Chaplin e Oona O’Neill, ha scritto il libro 17 minuti con mio padre (Perrone editore), biografia del famoso genitore. Ricorda che una sola volta in vita sua si trovò a parlare con lui a tu per tu (i 17 minuti del titolo): le accadde a 17 anni, il 17 novembre 1974, a Vevey, in Svizzera. Entrò nello studio di Chaplin e accese la luce. Lui, seduto alla scrivania di vetro, guardava senz’audio una partita di calcio alla tv. Dopo aver esitato, gli chiese se poteva cambiare canale. Risposta: «Puoi anche spegnere». Parlarono e, racconta Jane Chaplin, fu un «momento sognato da tutta la vita. Notte dopo notte, nel mio letto in attesa del sonno, avevo chiesto all’oscurità di esaudire quel desiderio, e lo avevo chiesto anche alla luce del giorno, all’alba, al crepuscolo e al chiaro di luna»
Stefano Giani - Il Giornale
"Mio padre Charlie Chaplin? Irraggiungibile anche per noi figli"
Rock Reynolds - L'Unità
Chaplin, Fonda, Hemingway. L'ombra di quei padri scomodi
Alessandro Forlani - Gr Parlamento
Buon Natale anche a te fratello Giuda!
Radio Popolare
Intervista alla traduttrice Maria Camilla Brunetti
Affaritaliani.it
La 'vendetta' della figlia di Chaplin: è polemica
Maria Francesca Rotondaro - L'Altro Quotidiano
Charlot raccontato dalla figlia


