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Vito M. Bonito
Fioritura del sangue

pp. 90 - Poesia
formato 12X18
978-88-6004-149-4
10,00 euro

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Un libro da leggere in apnea, col fiato di riserva che già viene meno

Con Fioritura del sangue Vito M. Bonito aggiunge l’ultimo quadro al polittico composto da A distanza di neve (1997), Campo degli orfani (2000) e La vita inferiore (2004). L’avventura che prende spazio in questo quarto tempo è siglato nell’epigrafe: “Two is the beginning of the end”. La
frase è attribuita a J.M. Barrie, ma potrebbe anche trattarsi di Freud (Al di là del principio di piacere) o di Tarkowski
(Nostalgja: “bisogna respirare | e poi respirare | bisogna respirare || e poi bruciare”): la perdita dell’uno, la nascita – e l’atto sessuale che vi è dietro – sono violenza,
atto di sangue, smarrimento dell’equilibrio.
È la nostalgia, appunto, il desiderium dei latini: qualcosa che mi manca. Su questa scissione si apre la sequenza delle cose che accadono, che hanno luogo, mentre l’io in questo “luogo” si disperde, demoltiplicandosi (“due è l’inizio della fine”) in una serie di figure larvali, sciame di api, battaglione di lèmuri, o riducendosi a “manine”.
A mezzo tra il mistero nascosto dentro l’erba di Giovanni Pascoli e il baco da seta che bolle la sua apoteosi in Giacomo Lubrano, Vito M. Bonito ci consegna un libro pieno di
bianco. Un libro da leggere in apnea, col fiato di riserva che già viene meno. In questo trapasso del contraffiato, il lettore incontra il senso di un io che si dissolve negli umori
della terra, e il suono di un altro io (due è l’inizio della fine), che lo chiama a sé, col sussurro di quel fiato che ha oramai perduto. “Fare-silenzio, questa è la lingua”, ci
suggerisce l’autore.

L'Autore

foto mancante

Vito M. Bonito è nato nel 1963 e vive a Bologna. Ha pubblicato in poesia la plaquette Sidereus Nuncius (Grafiche Fioroni, 2009), La vita inferiore (Donzelli, 2004), Campo degli orfani (Book, 2000), A distanza di neve (Book, 1997). È presente in Parola Plurale. Sessantaquattro poeti italiani fra due secoli (Sossella, 2005) e in Poesia contemporanea.
Quinto quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni (Crocetti, 1996), con la raccolta Nella voce che manca.
In ambito critico ha pubblicato Le parole e le ore. Gli orologi barocchi: antologia poetica del Seicento (Sellerio, 1996); L'occhio del tempo. L’orologio barocco tra letteratura, scienza ed emblematica (Clueb, 1995); Il gelo e lo sguardo. La poesia di Cosimo Ortesta e Valerio Magrelli
(Clueb, 1996); Il canto della crisalide. Poesia e orfanità (Clueb, 1999); Pascoli (Liguori, 2007). Ha collaborato all’antologia Poesia del Novecento italiano (vol. II), a cura
di N. Lorenzini (Carocci, 2002). Ha curato i volumi di saggi Età dell’inumano (Carocci, 2005) e Finisterrae. Scritture dal confine (Carocci, 2007).

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