SCHEDA LIBRO
pp. 334 - Saggio
formato 13X20
978-88-6004-181-4
19,00 euro
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Invia il linkPerché, proprio nell’anno in cui si celebra il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, sentiamo lontani temi e motivi del Risorgimento? Perché l’elaborazione letteraria – romantica – di quei fatti ci appare inattuale? E poi: il Romanticismo italiano esaurisce il Risorgimento letterario, lo esprime compiutamente?
Il volume di Paolo Giovannetti affronta problemi con ogni evidenza vivi, adottando una prospettiva in parte inedita. Balzano così in primo piano veri e propri rimossi storici, nodi problematici irrisolti che coinvolgono anche il nostro tempo. Il primo e forse più importante è il ruolo centralissimo svolto dalla donna nell’immaginario ottocentesco. Sentimentalismo, patetismo, mélo: certi (presunti) caratteri negativi del Romanticismo – collegati come sono alla sensibilità femminile – esigono una rilettura spregiudicata. E poi, e più in generale, c’è la dimensione sociale dell’esperienza romantica: il bisogno di vedere le cose, più che di pensarle, di metterle in scena più che di dirle – di restituirle cioè secondo una grammatica gestuale oggi difficile da condividere.
L'Autore
Paolo Giovannetti (Milano 1958) è professore associato di Letteratura italiana all’Università Iulm di Milano. È un metricista (vedi il recente La metrica italiana contemporanea, scritto con Gianfranca Lavezzi, 2010), ma anche uno studioso della produzione di massa e dei rapporti fra letteratura e media. Sul Romanticismo italiano ha pubblicato Nordiche superstizioni. La ballata romantica italiana (1999).


