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Invia il linkIl volume è arricchito da tue testi inediti e un saggio conversazione con Paolo Febbraro.
Bruniti nella corteccia, casa di sé,
lanciatori di braccia, per il vento
confine e l’antica saggezza
d’una folta breccia, elevati
e sordi, giovani tre mesi
ma ogni anno, mandanti di seme
nel tempo di amori vistosi ma calmi.
Per questo sentiamo gli alberi
insensibili, privati e generosi
ma senza servitù. Dunque il bastone,
il ceppo, il mobile; e reggere il vino
in botti, e far doga, violino
e battiscopa. Dipingiamo alberi
fra consanguinee cornici, ne scriviamo
sulla loro carta. Amiamo il legno
per invidia.
Paolo Febbraro
L'Autore
Autori vari. Questa antologia è legata all'iniziativa INCONTRI POETICI e raccoglie le poesie più interessanti arrivate alla redazione nel mese di agosto.
Paolo Febbraro è nato nel 1965 a Roma, dove trascorre la maggior parte del suo tempo. Ha esordito con la silloge Disse la voce, compresa nel volume collettivo Poesia contemporanea. Quarto quaderno italiano (Guerini e associati 1993). I suoi libri di poesia sono Il secondo fine (Marcos y Marcos 1999), Il Diario di Kaspar Hauser (L'Obliquo 2003) e Il bene materiale (Scheiwiller 2008). Come critico letterario ha curato la raccolta dei Poeti italiani della «Voce» (Marcos y Marcos 1998), un'antologia della Critica militante (Ist. Poligrafico dello Stato 2000), e i volumi La tradizione di Palazzeschi (Gaffi 2007), Saba, Umberto (Gaffi 2008), La poesia di Primo Levi (Zona Franca 2009). Da anni dirige con Giorgio Manacorda un Annuario critico di poesia.


