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Leggi l'incipitConsiglia a un amico
Invia il linkAvrei voluto gridare, ma avevo
la bocca piena di sabbia.
La sabbia dolce di un mare lontano.
La sabbia umida di
una casa che si disfa.
Per Giulia è un dialogo teatrale annidato in una storia spezzata, fatta di parole, di sogni, di ricordi. È la voce di una ragazza, Giulia Carnevale, che nella notte del 6 aprile del 2009 ha perso la vita durante il terremoto dell’Aquila, nei pressi della Casa dello studente. E da quella strada, da quel corpo a pezzi in una stanza sotto le macerie, da quelle paure ancora acerbe tra le pagine di un diario e lasciate lì, assieme alla vita che ha smesso di dondolare nel vento, Dacia Maraini ha saputo ricostruire una memoria collettiva, un itinerario nell’altrove del dolore stipato in quel buio, dove la voce di Giulia ancora sospesa ci dice com’è facile morire, un soffio, un sussulto, un salto e sei già là, pronta a farti trasportare dai venti come un seme di piume leggere…
In “Per Giulia” di Dacia Maraini ho ritrovato un po’ me stesso. In fondo, nei dialoghi , soprattutto nelle parole della Madre, c’è quel dolore cosmico che travolge un genitore quando un figlio se ne va per sempre. Genitore che non può sfuggire alla pena di una morte da scontare pian piano fino all’ultimo dei suoi, miei, nostri giorni.
Giustino Parisse
L'Autore
Dacia Maraini è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie, narrazioni autobiografiche e saggi, tradotti in venti paesi. Ricordiamo Memorie di una ladra (1973), Isolina (1985), Bagheria (1993), Voci (1994), Dolce per sé (1997), Colomba (2004), Il treno dell’ultima notte (2008) e La seduzione dell’altrove (2010). Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa e nel 1999 il Premio Strega con Buio. Scrive sul “Corriere della Sera.


