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Invia il linkQuando mi ha sorriso ho perso la speranza. Non subito. Ma quasi. Riconoscevo quegli occhi, li avevo già visti troppe volte addosso a facce identiche alla sua. Persino le sue labbra piegate all’insù mi erano familiari. E il tono della voce, quasi incrinato dalla spasmodica ricerca di una personalità che, alla resa dei conti, poteva dirsi originale come l’annuncio di un’offerta speciale ripetuto dagli altoparlanti del supermercato. Ecco, proprio quella era l’unica cosa che le mancava. Un’etichetta con il codice a barre stampata sulla fronte: in alto il prezzo e, subito sotto, le istruzioni per l’uso del corpo. Un corpo talmente abituato a piegare le sue emozioni alla convenienza del momento da conservare ben poco di umano.
(Cristiano Armati)
Il corpo è un’illusione che diventa sorriso, mutamento, ferita, il punto da cui inizia o finisce una storia, quella di ognuno, senza mai capire cosa accade realmente. È questo il messaggio nelle parole introduttive di Cristiano Armati, il suggerimento da cui partire per parlare di sé, di un desiderio non ancora realizzato, della paura o dell’ironia dei sentimenti dentro corpi veri, di plastica, corpi in vendita, corpi curiosi che si cercano per chiedere, ancora una volta, un’ultima possibilità all’amore. Un nuovo Incipit d’autore, una nuova occasione per raccontare e raccontarsi oltre le regole della comune conoscenza.
L'Autore
Autori vari. Questa antologia è legata all'iniziativa INCIPIT D'AUTORE e raccoglie i racconti più interessanti arrivati alla redazione nel mese di ottobre.
Cristiano Armati. È nato nel 1974 a Roma, città dove vive e dove scrive. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo Rospi acidi e baci con la lingua (2007), le raccolte di racconti La mattina dopo (2004) e Roma noir (2009) e i saggi Roma criminale (2005), Italia criminale (2006) e Cuori rossi (2008). Impegnato nell’industria editoriale dal 1999, ha lavorato per Coniglio Editore, Newton Compton e Castelvecchi. Il suo blog è www.armati.splinder.com.


