Il libro del mese: Schizoamore
A. Salas, Schizoamore. Palpiti, ossessioni e travasi di cuore, Giulio Perrone Editore, 2007.
Tratteggiamo un personaggio comune, senza particolari qualità. Conferiamogli uno sguardo curioso e stupito. Inseriamolo adesso su uno sfondo esasperato e fiabesco, insieme ad altri personaggi altrettanto comuni ma sorprendentemente particolari e interessanti. Coloriamo il tutto a tinte vive, accese, senza tralasciare le sfumature. Aggiungiamo solo un retrogusto amaro, un accento gelido e crudo. E poi, dimenticavo, facciamo scivolare al centro di tutto questo quello da sempre considerato il sentimento più universale, a cui nessuno sembra poter sfuggire. L’amore. Però rovesciamolo, mettiamolo a testa in giù che a tratti quasi non si riconosce.
Ecco. A questo punto qualcosa di inusuale inizia a prendere forma. Si apre una nuova strada, riusciamo a vedere le cose sotto una luce diversa e accattivante. Siamo finalmente entrati nel mondo surreale che Alessandro Salas ha sapientemente costruito attraverso i racconti di “Schizoamore. Palpiti, ossessioni e travasi di cuore”.
Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo di essere approdati in una realtà grottesca e paradossale, che ci sorprende, nella quale riusciamo comunque a specchiarci perché autentica nei suoi eccessi e debolezze. Girando l’angolo possiamo imbatterci in un audace professore di matematica in cerca dell’angolo astuto, che nessuno ha mai visto ma di cui si può quasi sentire l’odore, in particolari circostanze e con la dovuta attenzione. Guardando dall’altra parte della strada ci potrebbe capitare di vedere sul palazzo di fronte una ragazza-balcone con un vaso di gerani in braccio, possibilmente sorridente, che per qualche strano scherzo del destino è riuscita ad essere utile a qualcuno, anche se non a se stessa. In una stazione poco distante c’è un uomo che conosce a memoria l’orario di tutti i treni, è lì in attesa di un incontro di quelli che cambiano la vita, ma avendo lo sguardo dritto all’infinito si lascia sfuggire la sua occasione sfocata. Poco più in là una porta socchiusa, dentro un ragioniere aspetta di sentire la storia più bella del mondo. E fuori? Fuori chi si immagina mille meravigliose vite diverse. Chi trova Dio in un barattolo di prugne secche o chi vuole regalarlo per una conquista. Chi risponde al telefono in solo qualche millesimo di secondo e chi non si è arreso e porta ancora a spasso un cane ormai morto.
Si, ci sono anche tanti vicoli bui in questo mondo, che quando ci passi ti viene la malinconia. C’è chi colpisce al cuore, uccidendo, per riuscire finalmente a comunicare. Chi si sente addosso il peso di un suicidio pur avendo come unico scopo quello di liberare e di salvare. C’è un negozio chiuso per amore.
Siamo di fronte alle sfaccettature più nascoste dell’amore, alle sue ossessioni, paure. Ci investono gli aspetti malati e inquietanti dai quali spesso non si può prescindere. Ci accorgiamo però anche degli aspetti ridicoli, esasperati e esasperanti.
Salas reinventa la realtà con uno sguardo sarcastico e dissacrante, ironico e irridente. Ci trascina in un mondo di paradossi e scherzi del destino proponendoci personaggi senza approssimazioni, perfetti nelle loro follie, improbabili quanto credibili. Gioca con la fantasia, con gli equivoci, colora il paesaggio di un’aria stralunata dimostrandosi sempre acuto e perfettamente consapevole. Non esiste quasi mai lieto fine. All’improvviso ci ritroviamo fuori, in modo brusco, la storia prende pieghe inaspettate. Niente è prevedibile, niente è scontato. Ci graffia e ci spiazza. Può farci sorridere. Oppure no.
