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Antonio Seccareccia
Partenza da un mattino freddo

pp. 230 - Romanzo
formato 13X20
978-88-6004-087-9
14,00 euro

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La più vivida immagine della dolente Italia attraversata dall'autore e del riscatto che per quell'Italia ha rappresentato la poesia

In Antonio Seccareccia (1920-1997), carabiniere, libraio, poeta, la passione per la letteratura non è nata sui banchi di scuola, ma nello svolgersi di un'esperienza di vita forte, dura, all'inizio durissima, in un mondo tanto lontano da quell'apparenza di leggerezza e di facilità, oggi ingannevolmente proposto dalla cultura dei media. Questo suo romanzo risale, con la freschezza e la precisione di un linguaggio sostanziato di cose e di atti, alla difficile vita quotidiana del mondo contadino di Galluccio nel Casertano, negli anni del fascismo, al percorso di emigrazione, che ha portato l'autore nell'Arma dei carabinieri, all'aspro impegno che ne è scaturito, specialmente negli anni della seconda guerra mondale (Giulio Ferroni)

L'Autore

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Antonio Seccareccia era nato a Galluccio (in provincia di Caserta) il 22 dicembre 1920. Da ragazzo fece il contadino; giovanissimo partì carabiniere; poi diventò libraio. È morto il 20 maggio 1997. "Sono stato libraio perché amo i libri quanto ho amato e amo ancora la terra": e avrebbe voluto tornare indietro per fare il contadino tutta la vita. I primi versi furono Riverberi e Come il fiume (1954). Poi la sua prima raccolta di poesie, Viaggio nel sud, la presentò Caproni nel 1959. Debenedetti lo premiò con il "Lerici". Le isolane (quattro racconti lunghi) vollero stamparlo Bilenchi e Luzi (1960): due anni dopo il libro fu pubblicato in lingua spagnola e ne fu tratto un film. La memoria ferita (1992 e 1997) fa il punto del suo itinerario esistenziale e poetico, dalla memoria ferita della terra e della famiglia all'impegno civile, fino al corteggiamento della morte con cui il poeta si misura in un colloquio serrato e struggente, negli stessi anni in cui lavorava e limava la prosa di questo Partenza da un mattino freddo.

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